Dal prompt al progetto: come gestire il lavoro con ChatGPT e creare GPT personalizzati

Dal prompt al progetto: come gestire il lavoro con ChatGPT e creare GPT personalizzati

Negli ultimi due anni, ChatGPT è diventato uno strumento onnipresente nelle attività digitali: dalla scrittura alla strategia, dalla customer care fino al supporto tecnico. Ma mentre molti lo usano come un assistente generico, pochissimi lo trattano come una vera risorsa di progetto.

In questo articolo spieghiamo come strutturare e gestire un progetto con ChatGPT in modo professionale, sfruttando i suoi punti di forza e minimizzando i rischi. Un metodo utile per chi lavora nella strategia digitale, nella comunicazione o nello sviluppo di soluzioni AI-driven. Anche (e soprattutto) se sei in fase di validazione o crescita.La chiave per ottenere risultati da ChatGPT non è usarlo per “fare cose al posto nostro”, ma affidargli compiti specifici all’interno di un processo ben definito. Questo significa:

  • dargli contesto, obiettivi e output attesi,
  • istruirlo sul tono e il ruolo da assumere,
  • interagire iterativamente per rifinire i risultati.

Proprio come si farebbe con un freelance junior o con un assistente interno, serve metodo e visione. Altrimenti si ottiene solo un copia-incolla generico, senza valore reale.

ChatGPT come collaboratore strategico: cambiare mentalità

Metodo operativo: il ciclo Check / Prompt / Act

Da Stractegy abbiamo iniziato a testare un ciclo strutturato di gestione dei progetti in ChatGPT, che può essere riassunto in tre fasi operative:

✅ Check: Definizione del contesto

  • Qual è l’obiettivo del progetto?
  • Chi è il target di riferimento?
  • Qual è il canale o il formato richiesto?
  • Ci sono vincoli di tono, linguaggio, durata?

📌 Esempio: “Voglio creare un piano editoriale per il lancio LinkedIn di un nuovo prodotto sostenibile per il beauty B2B”.

Prompt: Scrittura e iterazione

  • Si scrive un prompt preciso, che assegna un ruolo e una consegna a ChatGPT
  • Si lavora per iterazioni successive, chiedendo modifiche mirate (“rendi più tecnico”, “aggiungi un KPI”, “riscrivi in 800 caratteri”)

📌 Esempio: “Comportati da copywriter esperto in clean beauty B2B. Scrivi 3 post LinkedIn con tono autorevole e tecnico, rivolti a distributori internazionali, per presentare i plus del nostro nuovo prodotto”.

Act: Output e implementazione

  • Si seleziona l’output finale, lo si adatta al canale di destinazione
  • Lo si inserisce in un flusso operativo (content planning, campagna adv, articolo blog, ecc.)
  • Si monitora l’efficacia con metriche precise (engagement, CTR, tempo di lettura…)

📌 Tip: salva i prompt efficaci e usali per creare una libreria interna. Un asset strategico riutilizzabile.

Prompt strutturati: perché funzionano (e come costruirli)

Un prompt efficace è composto da:

  • 🎭 Ruolo assegnato (es. “Act as digital strategist…”)
  • 🎯 Obiettivo chiaro (es. “mi serve una SWOT analysis per il brand X”)
  • 🧩 Contesto e vincoli (tone of voice, canale, lunghezza, struttura)
  • 📄 Formato output richiesto (PDF, tabella, elenco puntato, schema canvas…)

Esempio completo:

“Comportati da brand strategist per un progetto di naming. Mi serve una lista di 10 proposte di nome per una startup femminile che si occupa di AI e benessere mentale. Il nome deve essere breve, originale, facile da ricordare, con dominio .com libero. Aggiungi per ogni proposta una breve spiegazione strategica.”

Organizzazione e archiviazione: non perdere valore

Un errore comune è trattare le conversazioni con ChatGPT come effimere. In realtà, ogni iterazione può generare asset utili, se ben organizzati:

  • 📁 Salva gli output strategici in Notion, Google Docs, o un file system interno
  • 🧷 Dai titoli chiari alle chat (es. “Naming progetto Y – Iterazione finale”)
  • 🔁 Crea prompt template riutilizzabili per attività ricorrenti (es. audit SEO, roadmap contenuti, headline testing)

Verso un nuovo ruolo dell’AI nei team

ChatGPT non è un sostituto del lavoro strategico, ma un alleato scalabile. In Stractegy lo stiamo integrando nel nostro metodo Check / Plan / Act per:

  • velocizzare la fase di analisi e documentazione
  • generare stimoli creativi e copy alternativi
  • validare ipotesi di progetto con approcci diversi
  • creare output di lavoro personalizzati per cliente, settore e canale

Il futuro sarà sempre più fatto di ibridazione tra umani e AI. La differenza la farà chi saprà usarla in modo progettuale, non solo esecutivo.

GPT Personalizzati: l’evoluzione del prompt diventa prodotto

Se i prompt sono istruzioni, i GPT personalizzati sono compagni di lavoro su misura. Con l’evoluzione di ChatGPT, oggi è possibile creare veri e propri modelli personalizzati, capaci di mantenere istruzioni, tono, stile e obiettivi in modo costante. Un salto quantico per chi lavora su più progetti, con clienti e target differenti.

Ma cosa sono esattamente? E come possono aiutare un team strategico a scalare?

Cosa sono i GPT personalizzati?

Un GPT personalizzato è una versione di ChatGPT che:

  • segue istruzioni permanenti pre-caricate (ruolo, linguaggio, obiettivi),
  • può essere integrato con file, link, documenti di base (es. guide, brand book),
  • mantiene un comportamento coerente nel tempo, su uno specifico ambito.

A differenza di un prompt tradizionale, che va riscritto ogni volta, un GPT custom è riutilizzabile da chiunque nel team con un clic, senza dover spiegare nulla.

A cosa serve, concretamente?

Ecco alcuni esempi reali di utilizzo in Stractegy:

✅ GPT Audit SEO

Comportamento: analizza un sito web dato l’URL e genera una checklist tecnica, una valutazione dell’architettura delle pagine e suggerimenti on-page.

✅ GPT Copy Social

Comportamento: scrive caption social per Instagram o LinkedIn in tono coerente con il brand, partendo da una breve descrizione del contenuto.

✅ GPT Content Strategist

Comportamento: propone pillar, rubriche e format editoriali per aziende B2B o B2C, a partire da pochi input su posizionamento e obiettivi.

✅ GPT Naming Expert

Comportamento: genera proposte di naming + verifica dominio + razionalizzazione, seguendo le linee guida di branding di Stractegy.

Come costruirne uno (bene)

Per creare un GPT efficace, serve più di un prompt ben scritto. Ecco cosa non deve mancare:

  1. Istruzioni di base dettagliate
    → Chi è, cosa fa, come deve rispondere, cosa evitare.
  2. File e materiali allegati
    → Linee guida di brand, esempi già approvati, documentazione tecnica.
  3. Esempi di conversazione (facoltativo ma utile)
    → Chat simulate per “allenare” il modello a rispondere nel modo giusto. 
  4. Controllo periodico e aggiornamenti
    → Come ogni strumento, anche il tuo GPT va manutenuto.

Perché usarli in un’agenzia o team strategico?

  • Standardizzazione: ogni output ha lo stesso stile e la stessa struttura, indipendentemente da chi lo richiede.
  • Scalabilità: nuovi membri del team possono iniziare a produrre da subito senza training intensivo.
  • Risparmio di tempo: si riducono errori, briefing e revisioni.
  • Asset di valore: ogni GPT diventa un modulo riutilizzabile nel processo di delivery.

Nel nostro modello “Check – Plan – Act”, i GPT personalizzati saranno sempre più moduli attivabili, integrati nel nostro software e nei nostri flussi operativi. Non sono solo “bot”, ma strumenti strategici capaci di accelerare fasi chiave del lavoro: ricerca, analisi, produzione, validazione.

In futuro, ogni professionista digitale avrà il suo AI Kit personalizzato. Chi prima costruisce questi strumenti, più facilmente governerà il cambiamento.

Stractegy

Crediamo in un futuro dove ogni azienda possa sfruttare il potere della strategia digitale per raggiungere i propri obiettivi di business. Vogliamo essere il partner di fiducia che guida le aziende attraverso questo percorso, combinando innovazione, tecnologia e creatività.


Gli adeguati assetti organizzativi

Cosa sono gli adeguati assetti?

Gli adeguati assetti organizzativi sono un insieme di misure e strumenti che un’impresa deve adottare per garantire una gestione efficiente e conforme alle normative vigenti, con particolare riferimento all’art. 2086, comma 2, del Codice Civile, che impone all’imprenditore l’obbligo di istituire un’organizzazione adeguata alla natura e alle dimensioni dell’impresa.

Elementi degli adeguati assetti organizzativi

Gli adeguati assetti si suddividono in tre macro-categorie:

1. Asset organizzativi

  • Struttura gerarchica e funzionale dell’impresa
  • Definizione di ruoli, responsabilità e deleghe
  • Sistemi di controllo interno
  • Codici etici e modelli di governance

2. Asset amministrativi

  • Sistemi contabili e finanziari adeguati
  • Reportistica periodica e analisi di bilancio
  • Strumenti di pianificazione finanziaria e controllo di gestione

3. Attività contabili

  • Tenuta delle scritture contabili secondo la normativa
  • Controlli sulla solvibilità e sostenibilità dell’impresa
  • Procedura per la rilevazione tempestiva della crisi

Finalità degli assetti adeguati

L’adozione di adeguati assetti organizzativi ha diversi obiettivi:

  • Garantire il rispetto delle norme e la trasparenza gestionale
  • Prevenire situazioni di crisi aziendale
  • Agevolare il processo decisionale con informazioni attendibili
  • Migliorare l’efficienza operativa dell’impresa
  • Rilevare tempestivamente segnali di difficoltà economica

Obblighi e responsabilità

L’adeguatezza degli assetti è un obbligo per gli imprenditori societari e individuali che lavorano in forma organizzata. Gli amministratori delle società hanno una responsabilità specifica nel dotarsi di sistemi di monitoraggio che consentono di prevenire e gestire situazioni di crisi, pena il rischio di responsabilità personale per mala gestio.
L’adeguatezza degli assetti viene spesso verificata in sede di revisione contabile o in caso di procedure concorsuali, e la loro mancanza può avere conseguenze gravi, inclusa la responsabilità per mala gestio e l’eventuale azione di responsabilità da parte di creditori o soci.

Verifica degli adeguati assetti organizzativi

La verifica degli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili è un’attività fondamentale per garantire che l’impresa sia conforme agli obblighi normativi e che sia in grado di monitorare la propria situazione economica e finanziaria. Questa verifica può essere condotta internamente dagli amministratori e dal management oppure esternamente da revisori, sindaci o consulenti specializzati.

1. Verifica degli assetti organizzativi

L’analisi degli assetti organizzativi si basa sulla valutazione della struttura e delle procedure aziendali.

Elementi da verificare

  • Struttura e governance: esistenza di organigrammi, definizione chiara di ruoli e responsabilità.
  • Processi decisionali: procedura di delega, sistemi di approvazione e controllo delle decisioni aziendali.
  • Sistema di gestione del rischio: strumenti per identificare e gestire i rischi operativi e strategici.
  • Compliance e codice etico: presenza di modelli organizzativi, come il Modello 231 per la responsabilità penale d’impresa.
  • Controllo interno: meccanismi di supervisione, audit interno, sistemi di reporting.

2. Verifica degli assetti amministrativi

Gli assetti amministrativi riguardano i sistemi di pianificazione e controllo della gestione aziendale.

Elementi da verificare

  • Sistema contabile e finanziario: esistenza di software adeguati per la contabilità e la gestione finanziaria.
  • Pianificazione finanziaria: strumenti di budgeting, analisi della liquidità e sostenibilità finanziaria.
  • Flussi informativi: tempestività e affidabilità delle informazioni contabili e finanziarie per il management.
  • Gestione del credito e della tesoreria: procedura per il monitoraggio dei debitori, gestione dei flussi di cassa e accesso al credito bancario.
  • Pianificazione strategica: esistenza di un piano industriale con previsioni di medio-lungo termine.

3. Verifica degli asset contabili

L’adeguatezza degli asset contabili è cruciale per garantire la trasparenza e l’affidabilità dei dati economico-finanziari.

Elementi da verificare

  • Tenuta della contabilità: rispetto delle norme contabili nazionali (OIC) e internazionali (IFRS, se applicabili).
  • Controlli interni sui dati finanziari: riconciliazione bancaria, verifica della corretta registrazione delle operazioni.
  • Bilancio e reporting finanziario: regolarità delle chiusure contabili periodiche, presenza di bilanci intermedi per monitorare l’andamento aziendale.
  • Indicatori di crisi d’impresa: rispetto degli indici previsti dal Codice della Crisi d’impresa (patrimonio netto positivo, DSCR > 1, margine di liquidità).
  • Flussi finanziari: analisi della capacità dell’impresa di far fronte agli impegni finanziari nel breve e lungo termine.

4. Strumenti di verifica e monitoraggio

Per effettuare la verifica degli adeguati assetti, si possono adottare diversi strumenti:

  • Checklist di conformità: elenchi di controllo per verificare la presenza di documentazione e procedura adeguata.
  • Indicatori economico-finanziari: calcolo di indici come il DSCR, margine EBITDA, ROE, e ROI per valutare la sostenibilità economica.
  • Audit interni ed esterni: controlli periodici da parte di revisori, sindaci o consulenti specializzati.
  • Report periodici: documenti di monitoraggio che forniscono informazioni chiare sulla gestione aziendale.
  • Software di gestione: strumenti ERP (Enterprise Resource Planning) per la gestione integrata di contabilità, amministrazione e risorse umane.

5. Chi è responsabile della verifica?

  • Amministratori: hanno l’obbligo di attuare e monitorare gli assetti adeguati.
  • Collegio sindacale: nelle società con obbligo di sindaci, verifica periodicamente la corretta attuazione degli assetti.
  • Revisori legali: analizzano il bilancio e i processi aziendali per garantire la correttezza delle informazioni finanziarie.
  • Organi di controllo esterni: tribunali e autorità possono verificare l’adeguatezza degli assetti in caso di crisi o procedure concorsuali.

Conclusione

L’adozione e la verifica degli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili non rappresentano un semplice obbligo normativo, ma un passaggio strategico fondamentale per la gestione consapevole e sostenibile dell’impresa.

Un assetto adeguato consente all’imprenditore e agli amministratori di:

  • monitorare costantemente l’equilibrio economico-finanziario
  • prevenire tempestivamente situazioni di crisi
  • migliorare l’efficienza decisionale e operativa
  • garantire la trasparenza nei confronti di soci, creditori e stakeholder.

Investire in assetti solidi significa dotare l’impresa di strumenti concreti per affrontare l’incertezza, valorizzare le risorse interne e costruire le basi per una crescita duratura. In un contesto economico in continua evoluzione, la solidità organizzativa non è più una facoltà: è una responsabilità e un vantaggio competitivo.

Antonio Federico

Federico Rag. Antonio di Biella vanta un’esperienza trentennale nel settore, distinguendosi come un professionista di grande affidabilità e competenza. Antonio si dedica con passione ad affiancare gli imprenditori nella realizzazione dei loro obiettivi strategici e di sviluppo. La sua lunga esperienza gli consente di offrire consulenze mirate e supporto concreto, contribuendo attivamente alla crescita e al successo delle imprese. Il suo obiettivo principale è quello di aumentare la consapevolezza degli imprenditori riguardo alla loro situazione finanziaria, fornendo strumenti e strategie utili per ottimizzare le finanze aziendali. Il suo motto è “ANALIZZARE IL PASSATO, VALUTARE IL PRESENTE E PROIETTARSI NEL FUTURO”.