Ecommerce Italia 2025: dati, trend e strategie per chi vuole ancora crescere
L’ultima edizione del Rapporto Ecommerce Italia di Casaleggio Associati fotografa un mercato sempre più maturo, ma non per questo stabile. Tra IA, nuovi comportamenti d’acquisto, pressione normativa e segmenti in contrazione, chi opera nel digitale è chiamato a evolvere. E in fretta.
Il contesto: crescita rallentata ma non esaurita
Il 2024 ha chiuso con un fatturato ecommerce italiano pari a 85,4 miliardi di euro (+6%), un dato in apparente continuità con la crescita degli ultimi anni. Ma attenzione: un terzo di questo incremento è stato generato dall’inflazione (2,33%), non da un reale aumento di volumi.
Settori storicamente in forte espansione hanno subito una battuta d’arresto:
- Editoria: -14%
- Bambini e giocattoli: +0,5%
- Marketplace: +1% (vs +55% nel 2023)
- Turismo: crescita solo nominale, salvata dall’inflazione
Contemporaneamente, altri comparti hanno registrato performance straordinarie:
- Scommesse e Casinò: +31%
- Auto e Moto: +25%
- Assicurazioni: +17%
- Moda: +16%
Siamo entrati nella fase post-boom dell’ecommerce. La crescita esponenziale ha lasciato spazio a una dinamica di consolidamento selettivo, in cui sopravvivono solo i modelli capaci di:
- differenziarsi rispetto alla concorrenza,
- ottimizzare marginalità,
- aumentare il valore medio dell’ordine,
- fidelizzare una base clienti ormai meno impulsiva e più informata.
Il fattore AI: da tool a pilastro strategico
Il report 2025 conferma l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sull’ecommerce, non più come tecnologia accessoria ma come motore centrale della competitività. Le applicazioni si moltiplicano:
- Generazione di contenuti automatizzati (copy, immagini, video)
- Motori di raccomandazione predittiva
- Automazioni per assistenza, logistica e remarketing
- Pricing dinamico e gestione dello stock
Ma è il salto culturale a fare la differenza: non basta “adottare” l’AI, bisogna integrarla nel disegno strategico d’impresa.
Nel nostro framework Check–Plan–Act, il tema AI entra in tutte e tre le fasi:
- Check: mappatura della maturità digitale e AI-readiness
- Plan: definizione di processi automatizzabili e touchpoint da ottimizzare
- Act: formazione e introduzione di strumenti AI-driven per il team marketing, CRM e operations
App-commerce e mobile: il canale che detta le regole
Oltre il 51% delle transazioni globali avviene oggi via mobile, e l’App-commerce si impone in settori come moda, bellezza, tempo libero. Le app più usate al mondo per lo shopping? Amazon, Shopee, Temu, Shein e Flipkart.
In Italia, il mobile ha una penetrazione del 89,9% e traina la quasi totalità della fruizione digitale.
Un progetto ecommerce che non ottimizza la propria UX per il mobile, o che non prevede un canale app, sta rinunciando al canale dominante.
Serve:
- una progettazione mobile-first
- test continui su UX e performance da mobile
- funnel personalizzati per utenti app
- push notification e modelli di retention in stile social/app
Mercato sempre più maturo, ma polarizzato
Il numero di aziende ecommerce italiane analizzate da Casaleggio è 14.517, di cui 8.437 con fatturato stimato. Emerge un quadro polarizzato:
- da un lato giganti internazionali (Amazon, Temu, Zalando, Booking.com) dominano le prime posizioni
- dall’altro, PMI italiane che presidiano con fatica i verticali di riferimento, spesso senza strumenti adatti né competenze aggiornate
Il posizionamento competitivo oggi passa da:
- uso strategico del dato (GA4, CRM, SEO, insight da AI)
- automazioni per mantenere margini operativi
- presidio omnicanale, dove ogni punto di contatto ha un ruolo nel funnel
- visione di prodotto, capace di evitare la guerra del prezzo
Normativa: da obbligo a opportunità
Il 2025 è l’anno della piena attuazione del:
- Digital Services Act
- Digital Markets Act
- DAC7 (Direttiva Cooperazione Amministrativa)
Questi strumenti impongono maggiore tracciabilità, trasparenza e responsabilità agli operatori online. Ma diventano anche una leva di reputazione, fiducia e differenziazione.
Chi investe in compliance, tracciabilità delle recensioni, trasparenza nella logistica e contenuti etici sta costruendo un vantaggio competitivo di lungo periodo.
Le priorità dei brand italiani nel 2025
Le aziende ecommerce italiane hanno indicato come obiettivi principali:
- 64% → aumento fatturato e profitto
- 45% → brand awareness
- 44% → fidelizzazione
- 41% → acquisizione clienti
- 23% → aumento marginalità
- 12% → crescita dell’AOV
Questi obiettivi, per essere raggiunti, necessitano di una strategia integrata e non di azioni sporadiche. Servono:
- metriche intermedie chiare (CPA, ROAS, LTV, churn rate)
- journey strutturati
- misurazione in real-time e adattamento continuo
- coordinamento tra social media, advertising, SEO, email e automation
L’ecommerce nel 2025 non è un’opportunità. È una sfida.
Chi pensa che basti “essere online” è fuori tempo massimo.
Chi investe in strategia, dati e intelligenza artificiale, può ancora costruire margini e fedeltà.
Chi inizia a ragionare in termini di ecosistema digitale, e non di canali singoli, ha già un vantaggio competitivo.
Noi di Stractegy lavoriamo ogni giorno per aiutare le aziende a fare proprio questo: vedere, pianificare e agire con visione strategica, strumenti operativi e alleati competenti.
Per scaricare il report: https://www.ecommerceitalia.info/report/ecommerce-italia-2025/

Stractegy
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