European Accessibility Act: l’accessibilità digitale come nuova frontiera della strategia d’impresa
Il 28 giugno 2025 entrerà in vigore una delle norme più significative per il futuro del digitale europeo: la Direttiva UE 2019/882, meglio nota come European Accessibility Act (EAA). Una norma che va ben oltre la compliance e che impone alle aziende di ripensare prodotti e servizi digitali in un’ottica di inclusività, sostenibilità e innovazione strategica.
Nel mondo post-2030, parlare di accessibilità non significa solo eliminare barriere: significa progettare per tutti, estendere la portata del business, creare valore condiviso.
Perché l’EAA cambia tutto
Con questa direttiva, l’Unione Europea:
- fissa requisiti minimi di accessibilità per prodotti e servizi digitali offerti ai consumatori;
- definisce una cornice armonizzata per evitare la frammentazione normativa tra Stati membri;
- rafforza il legame tra innovazione digitale, diritti civili e sviluppo sostenibile, in linea con la Strategia Europea per i Diritti delle Persone con Disabilità 2021–2030 e con gli SDG dell’Agenda 2030.
Ma soprattutto, trasforma l’accessibilità in un parametro operativo, non più opzionale. Chi opera nel mercato digitale dovrà integrare i principi del design inclusivo nel ciclo di vita di ogni touchpoint digitale.
L’accessibilità come leva di business
L’EAA porta vantaggi strategici sia alle imprese che alle persone:
Per le imprese europee:
- standard comuni = riduzione dei costi di sviluppo e adeguamento;
- semplificazione del go-to-market in più paesi UE;
- creazione di nuove opportunità competitive, anche nella partecipazione a bandi e gare pubbliche;
- miglioramento della brand reputation e allineamento con le normative ESG.
Per i cittadini (e non solo con disabilità):
- più prodotti e servizi accessibili;
- maggiore autonomia nell’uso delle tecnologie;
- accesso a soluzioni più economiche e user-friendly;
- incremento delle competenze e dei ruoli professionali legati all’accessibilità.
Cosa riguarda l’European Accessibility Act?
Il campo di applicazione dell’EAA è ampio e copre i prodotti e i servizi digitali che più incidono sulla vita quotidiana e che, ad oggi, risultano ancora poco omogenei a livello normativo:
✅ Prodotti
- Computer, sistemi operativi, smartphone;
- Terminali self-service (ATM, biglietterie, check-in);
- Decoder e apparecchi TV digitali;
- Lettori di e-book e software dedicati;
- Apparecchiature per servizi di comunicazione elettronica.
✅ Servizi
- Siti web e app mobili per e-commerce, banche, media, trasporti;
- Servizi di comunicazione (telefonia, VoIP);
- Accesso a contenuti audiovisivi (TV, video on demand);
- Prenotazioni e informazioni sui trasporti pubblici;
- Servizi di assistenza multicanale accessibili (chat, call center, help desk).
Sono esclusi:
- contenuti obsoleti o non aggiornati,
- file prodotti prima del 2025,
- media preregistrati anteriori alla data di entrata in vigore.
Requisiti tecnici: molto più di una questione di codice
L’EAA non si limita a dichiarare il “dovere di essere accessibili”. Definisce standard operativi dettagliati, come:
- testi leggibili e compatibili con screen reader;
- contrasto cromatico regolabile;
- comandi vocali o tattili alternativi;
- video con sottotitoli, audiodescrizioni o lingua dei segni;
- etichette e istruzioni multisensoriali;
- interoperabilità con le tecnologie assistive.
Ogni prodotto immesso sul mercato dovrà essere certificato conforme, con documentazione tecnica specifica, marchio CE, e – in caso di ispezioni – piena tracciabilità delle responsabilità lungo tutta la filiera: produttori, importatori, fornitori, distributori.
La timeline della trasformazione
- 2019 – Adozione della direttiva
- 2022 – Recepimento nei Paesi membri
- 28 giugno 2025 – Applicazione obbligatoria per nuovi prodotti e servizi
- 28 giugno 2027 – Limite massimo per eventuali deroghe nazionali
- 2030 – Prima revisione formale a livello UE
Non è solo una legge. È una scelta strategica.
L’European Accessibility Act rappresenta una rivoluzione silenziosa che cambierà per sempre il modo di progettare il digitale. Le aziende che agiranno per tempo non solo saranno compliant, ma diventeranno leader di un mercato più etico, maturo e sostenibile.
In Stractegy consideriamo l’accessibilità digitale come una componente strategica della trasformazione d’impresa. Non si tratta solo di adeguare codice o interfacce, ma di ripensare l’intero ecosistema digitale per renderlo realmente inclusivo, sostenibile e conforme alla normativa europea.
Per questo abbiamo integrato l’EAA nel nostro metodo proprietario Check / Plan / Act, e collaboriamo con partner qualificati per accompagnare le aziende in ogni fase del percorso, inclusa la certificazione di accessibilità secondo i requisiti previsti dalla Direttiva UE 2019/882.
🔍 Check
Con il supporto del nostro partner tecnico, possiamo effettuare un audit professionale dei touchpoint digitali (siti web, e-commerce, app, documenti digitali), con verifica della conformità alle WCAG e agli allegati dell’EAA. Il check include anche una valutazione dell’onere sproporzionato per PMI e microimprese.
🧭 Plan
Progettiamo interventi correttivi mirati (UX, UI, content, SEO, tecnico) e definiamo una roadmap di adeguamento modulare, integrata con le attività di marketing e sviluppo digitale.
⚙️ Act
Gestiamo l’implementazione delle migliorie necessarie e, dove richiesto, guidiamo l’azienda fino al rilascio della dichiarazione di conformità e alla marcatura CE, grazie alla collaborazione con un partner certificatore riconosciuto.

Stractegy
Crediamo in un futuro dove ogni azienda possa sfruttare il potere della strategia digitale per raggiungere i propri obiettivi di business. Vogliamo essere il partner di fiducia che guida le aziende attraverso questo percorso, combinando innovazione, tecnologia e creatività.

